fbpx

Nubìvago: che vaga tra sogni e idee

Nubivago è un vino unico. Questo era il sogno che mi ha portato a creare questo vino e per questo l’ho chiamato così.

Ho unito una tecnica rara, la Crioestrazione Selettiva e un uvaggio unico, composto da uve autoctone, uve reliquie e uve di cui si è persa la provenienza. Selezionate proprio per le loro caratteristiche organolettiche e ottenere un vino fuori dal comune.

Questo è un vino sperimentale e per me è ancora molto importante essere libero di testare le sue capacità, per questo motivo ogni anno può subire delle leggere modifiche fino a quando non troverò la ricetta perfetta. Intanto la via maestra è stata tracciata.

Per raccontarlo a livello organolettico è un vino che si presenta con un color giallo dorato carico. Inteso al naso con note complesse di mela e pera sovra mature, albicocca e frutta disidratata, infine note speziate, molto particolari e intriganti che richiamano delicatamente il rabarbaro o lo zafferano. In bocca è opulento e strutturato, il calore è ben integrato da aromaticità e leggera freschezza. Un vino difficile da abbinare a tutto pasto, che consiglio come vino da meditazione o da accompagnare con i formaggi. Interessante l’abbinamento con gorgonzola e cipolline in agrodolce.

Il packaging è speciale ed unico, è il riflesso di tutto quello che faccio con il vino. La lavorazione che veste la bottiglia richiama l’uva congelata. Tutto è fatto a mano e ancora perfezionabile, per adesso vi chiedo la pazienza di cogliere l’imperfezione come genuinità del lavoro manuale.
Io mi impegnerò sempre per dare il meglio.

Di seguito ho creato un piccolo diario con le varie peculiarità dell’annata e per condividere con voi i risultati.

Nubìvago 2018

primo di anno di sperimentazione. Quest’anno è stato caratterizzato da un un torchio di 20 cm di diametro (praticamente un giocattolo) per torchiare l’uva ghiacciata ci abbiamo messo una vita e la pressatura è stata molto soffice.

Il vino è venuto molto diverso dagli altri che ho fatto negli anni successivi, aveva un’acidità spiccata e bassa aromaticità. Sicuramente un vino che potrà sfidare il tempo.

Bottiglie prodotte 50 circa.

Nubivago 2019

l’anno della rivoluzione. Grazie ad una visita di amici americani che si sono innamorati dei miei vini e che hanno comprato “po’” di vino sono riuscito a finanziare l’acquisto di un torchio più grande e tecnologicamente più avanzato. Questo ha dato un grande salto di qualità e quest’anno sono riuscito ad ottenere l’effetto “wow!” che speravo.
Un vino incredibilmente incisivo al naso e in strutturato in bocca, difficile da paragonare ad un altro vino e difficile da abbinare. Decisamente unico.

 

bottiglie prodotte 100

Nubìvago 2020

il Nubìvago diventa Rubìvago.

Dopo l’esperienza dell’anno prima volevo provare a fare 2 vini, uno più equilibrato e l’altro più concentrato (un vino da dessert con residuo zuccherino)

Purtroppo ho subito il furto dei tini dove c’era il mosto in fermentazione, per fortuna i gentiluomini hanno deciso di versare i due mosti in un unico mastello ricreando quello che avevo fatto l’anno scorso.
Ovviamente deluso e abbattuto dall’avvenimento volevo disconoscere questo vino. Solo grazie ad un amico, che non ha mai smesso di “sognare”, ho potuto recuperarlo. Impossibile rimanere impassibili al suo entusiasmo ogni volta che passava di fianco al mosto in fermentazione dicendomi “ma lo senti che profumo ha? è ancora lui!”

Grazie Cliff

bottiglie prodotte: 100